Mono, dual o multisplit: come si sceglie
Un mono split è la coppia più semplice: una unità interna e una esterna. Ogni stanza è indipendente e, se un apparecchio si guasta, gli altri continuano a funzionare. Con un dual o trial split una sola unità esterna alimenta due o tre unità interne; il multisplit arriva a quattro o cinque. In facciata c'è un solo motore invece di tre, ed è spesso l'argomento decisivo in condominio o sulle case con facciate in pietra o intonaco a vista.
Il rovescio è che con il multisplit tutto dipende da una sola macchina e che le unità interne devono stare entro le lunghezze di tubazione e i dislivelli indicati dal costruttore. Anche la forma delle unità interne cambia il risultato: a parete per camere e soggiorni, a pavimento per le mansarde con le pareti basse, a cassetta nel controsoffitto per negozi e uffici, oppure canalizzabili quando non si vuole vedere nulla, come spieghiamo nella pagina sulla climatizzazione canalizzata.

Quanti BTU servono? Un ordine di grandezza
Un kilowatt di potenza frigorifera corrisponde a circa 3.412 BTU/h. I valori qui sotto valgono per stanze di altezza normale e isolamento medio: esposizione a sud-ovest, grandi vetrate, ultimo piano sotto il tetto o mansarde richiedono una taglia in più.
| Taglia commerciale | Potenza frigorifera indicativa | Ambiente tipico |
|---|---|---|
| 7.000 BTU | circa 2 kW | Camera piccola o studio fino a 15 m² |
| 9.000 BTU | circa 2,5–2,7 kW | Camera matrimoniale o studio da 15 a 25 m² |
| 12.000 BTU | circa 3,5 kW | Soggiorno da 25 a 35 m² |
| 18.000 BTU | circa 5 kW | Zona giorno aperta da 35 a 50 m² |
| 24.000 BTU | circa 7 kW | Ambienti molto ampi, negozi, piccoli uffici |
Il calcolo vero si fa durante il sopralluogo. Un apparecchio sovradimensionato si accende e si spegne di continuo, deumidifica poco e consuma di più; uno troppo piccolo lavora sempre al massimo e non arriva mai alla temperatura impostata.
Dove mettere l'unità esterna, e cosa dice il condominio
Per rendere bene il motore esterno deve aspirare e soffiare aria senza ostacoli, poggiare su supporti che assorbono le vibrazioni e non scaricare rumore o aria calda sulle finestre dei vicini. Balcone, terrazzo, staffe in facciata o copertura piana vanno bene se si rispettano le distanze e i dislivelli massimi dalle unità interne.
C'è poi un dettaglio che nel Biellese conta più che altrove: quando il climatizzatore scalda, l'unità esterna produce acqua durante i cicli di sbrinamento. Nelle notti sotto zero quell'acqua gela. Per questo la sollevamo da terra, lasciamo libero lo scarico e non la facciamo mai gocciolare su marciapiedi, scale o vialetti dove si formerebbe una lastra di ghiaccio.
In condominio vanno rispettati il regolamento condominiale e il decoro architettonico della facciata, e l'amministratore va informato prima dei lavori. Di norma l'installazione di un climatizzatore in casa non richiede titoli edilizi, ma nei centri storici e nelle zone con vincolo paesaggistico ci sono regole in più: in quei casi conviene una verifica con l'ufficio tecnico del Comune prima di decidere la posizione.
Scaldare con il climatizzatore: quando ha senso
Dove funziona bene
- In ottobre, novembre e aprile, quando bastano poche ore di caldo e accendere la caldaia per tutta la casa sarebbe uno spreco
- Nelle stanze servite male dall'impianto esistente, come mansarde, verande chiuse e taverne
- Nelle seconde case, per avere una stanza calda in pochi minuti all'arrivo
- Abbinato a un impianto fotovoltaico, che d'estate e nelle mezze stagioni copre buona parte dei consumi
Dove ha dei limiti
- L'aria calda esce dall'alto: nelle stanze alte o con le volte il caldo resta sotto il soffitto
- Con temperature esterne molto basse la resa cala e aumentano i cicli di sbrinamento
- In una casa in pietra non isolata delle valli non sostituisce un impianto di riscaldamento vero
- Di notte il ventilatore interno e l'unità esterna si sentono più che di giorno
Come si svolge l'installazione
Sopralluogo e calcolo
Misuriamo le stanze, guardiamo esposizione e finestre, scegliamo taglie e posizioni delle unità e controlliamo dove passeranno linee e scarico.
Percorso delle linee
In una casa abitata usiamo canaline discrete o passaggi nei controsoffitti; in ristrutturazione le linee si incassano nelle tracce prima di intonaci e pittura.
Posa delle unità
Fissiamo staffe e supporti, posiamo le linee in rame isolato e lo scarico della condensa con pendenza continua, oppure con una piccola pompa quando la pendenza non c'è.
Collegamento elettrico
Alimentiamo l'unità esterna con una linea protetta dal quadro; se l'impianto è vecchio lo verifichiamo prima di aggiungere carichi.
Vuoto, tenuta e avviamento
Facciamo il vuoto nel circuito con la pompa, verifichiamo la tenuta delle giunzioni, apriamo il refrigerante e controlliamo temperature e assorbimenti.
Consegna
Ti spieghiamo le funzioni, compresa la pulizia dei filtri, e consegniamo la dichiarazione di conformità. L'intervento viene comunicato alla Banca dati F-gas.
IVA, detrazioni e manutenzione
Sulla fornitura e posa di un climatizzatore in un'abitazione l'IVA è in genere al 10%, con la regola dei beni significativi: i condizionatori sono tra questi, come spieghiamo nella pagina sull'IVA agevolata al 10%. Un climatizzatore a pompa di calore può rientrare anche nelle detrazioni del 2026, se rispetta i requisiti tecnici: per l'ecobonus deve sostituire, almeno in parte, il riscaldamento esistente, mentre inserito in una ristrutturazione segue il bonus ristrutturazione.
Dopo l'installazione, un controllo all'anno mantiene rese e consumi come il primo giorno: trovi cosa comprende nella pagina sulla manutenzione dei climatizzatori. Se invece stai pensando di riscaldare tutta la casa con l'elettricità, la strada è un'altra: una pompa di calore aria-acqua collegata ai radiatori o al pavimento.
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