Una sede in città, nella parte sud
Masarone è il quartiere a sud di Biella dove si trova la nostra sede, a ridosso del Villaggio Sportivo. A meno di un chilometro c'è San Paolo, il quartiere che dà il nome alla stazione cittadina, e verso Ponderano si apre il Villaggio Lamarmora. Per chi abita in questa parte della città siamo vicini di casa, ma lavoriamo allo stesso modo in tutti i quartieri.
Biella non è una città uniforme. In 46,69 km² passa dai circa 360 metri di Chiavazza ai 1.159 del Santuario di Oropa, e in mezzo ci sono il borgo medievale del Piazzo, i quartieri del Novecento, le colline delle fabbriche laniere e le frazioni di mezza montagna. Ogni zona ha le sue case e i suoi problemi ricorrenti, e qui sotto li trovi uno per uno.
Il filo conduttore è sempre lo stesso. Le imprese edili di solito affidano gli impianti a ditte esterne, mentre i termoidraulici non fanno opere murarie. Noi siamo nati come termoidraulica e oggi facciamo anche la ristrutturazione completa: muratori, idraulici ed elettricisti lavorano nella stessa squadra, con un solo referente per te.
Quartieri e frazioni: distanze e tipo di case
Distanze su strada dalla nostra sede, indicative; altitudini approssimate. Nell'ultima colonna le caratteristiche ricorrenti delle case di ogni zona, che verifichiamo sempre al sopralluogo.
| Zona | Quartieri e frazioni | Distanza dalla sede | Case e lavori tipici |
|---|---|---|---|
| Biella sud | Masarone, Villaggio Sportivo, San Paolo, Villaggio Lamarmora | 0–1,9 km | Quartieri residenziali con condomini e case unifamiliari: bagni, impianti idraulici ed elettrici, caldaie da sostituire |
| Centro e quartieri storici | Centro, Vernato con la chiesa di San Biagio, Riva | 1,9–2,6 km | Palazzi e condomini di epoche diverse: appartamenti da rifare, colonne di scarico, riscaldamento centralizzato |
| Piazzo | Borgo medievale in altura, circa 488 m | 4,2 km | Case porticate e palazzi storici: umidità nei muri, impianti da far passare con discrezione |
| Ovest | Thes, Barazzetto, Vandorno | 3,4–5,7 km | Quartieri e frazioni che salgono verso la collina, da circa 420 a 540 m: case con giardino, riscaldamento e isolamento da ripensare |
| Est e colline laniere | Chiavazza, Pavignano, Vaglio e Colma | 3,0–5,4 km | Ex lanifici e case operaie: tubazioni vecchie, impianti elettrici da rifare, muri da risanare |
| Verso Oropa | Cossila San Grato, Cossila San Giovanni, Favaro, Oropa | 4,4–14,5 km | Da 545 a 1.159 m: riscaldamento per il freddo vero, protezione antigelo, seconde case |
Distanze calcolate su strada dalla sede di Via Cottolengo 24 con i dati OpenStreetMap, con un margine di circa il 10%.
Piazzo e centro storico: lavorare dentro muri antichi
Il Piazzo è il borgo medievale fondato nel 1160 sulla collina sopra il centro, collegato alla città bassa dalla funicolare dal 1885. Tra Palazzo La Marmora, Palazzo Cisterna e le case porticate, le abitazioni hanno spesso muri spessi, solai in legno e locali irregolari. Sono case piacevoli da abitare, ma con regole proprie.
La prima regola riguarda l'umidità: murature antiche rivestite con malte cementizie o pitture plastiche non asciugano più e mostrano macchie e sali alla base. La seconda riguarda gli impianti: tubi e cavi vanno fatti passare senza tagliare muri e decorazioni, usando contropareti, cavedi e percorsi già esistenti. La terza riguarda le pratiche: negli edifici tutelati e nei centri storici possono servire autorizzazioni in più, che il tecnico verifica prima di progettare.
Per queste case lavoriamo con il risanamento dell'umidità e con intonaci a calce traspiranti. Quando le finestre originali non si possono cambiare, il ricambio d'aria si risolve con una ventilazione puntuale stanza per stanza, che non richiede canali nei controsoffitti.
Chiavazza e Pavignano: le case nate intorno ai lanifici
Chiavazza è stata un comune autonomo fino al 1940 ed è legata al Lanificio Sella, attivo dal 1849; sulla collina di Pavignano restano le antiche fabbriche laniere. In queste zone, come in altre parti della città cresciute con il tessile, si trovano case operaie ed edifici adattati nel tempo, con impianti aggiunti a pezzi nel corso dei decenni.
In case di quell'epoca è normale trovare tubazioni in ferro zincato incrostate, linee elettriche senza messa a terra o senza interruttore differenziale, scarichi con pendenze di fortuna. Conviene affrontarli insieme: la sostituzione delle vecchie tubazioni e il rifacimento dell'impianto elettrico si fanno con le stesse tracce, e richiudere i muri una volta sola costa meno che farlo due volte.
Condomini: appartamenti, colonne e riscaldamento centralizzato
Nei condomini costruiti tra gli anni '60 e '70 il lavoro tipico è la ristrutturazione dell'alloggio: bagno, cucina, impianto elettrico, pavimenti e serramenti. Il punto delicato sono i collegamenti con le parti comuni, cioè colonne di scarico, montanti dell'acqua e, se c'è, il riscaldamento centralizzato. Ne parliamo nella pagina sulla ristrutturazione dell'appartamento.
Con l'impianto centralizzato i radiatori di casa tua fanno parte dell'impianto del palazzo: si possono sostituire o spostare, ma tenendo conto dell'equilibrio idraulico, delle valvole termostatiche e dei ripartitori dei consumi. Quando invece il lavoro riguarda l'intero edificio, come una nuova centrale termica o la sistemazione delle colonne, lo coordiniamo con l'amministratore: vedi i lavori nelle parti comuni del condominio.
Da Cossila a Oropa: quando la quota cambia l'impianto
Uscendo dalla città verso il santuario si sale in fretta: Cossila San Grato è a 545 metri, Cossila San Giovanni a circa 582, Favaro intorno ai 754 e il Santuario di Oropa a circa 1.159. Cossila, con Favaro, è stata un comune a sé fino al 1940; Oropa, Sacro Monte patrimonio UNESCO dal 2003, è una frazione di Biella.
La zona climatica però si assegna per comune, quindi anche Favaro e Oropa risultano formalmente in zona E con 2.589 gradi giorno, come il centro. Il clima reale è molto più rigido e un impianto progettato sui numeri della città rischia di non bastare. Per una pompa di calore in queste frazioni il dimensionamento si fa sulle temperature effettive del luogo, come spieghiamo nella guida sulla pompa di calore in montagna.
Diverse case in quota sono abitate solo in alcuni periodi dell'anno. Lì il primo nemico è il gelo: tubi in locali freddi, impianti da svuotare o proteggere con antigelo, temperatura da controllare a distanza. Le soluzioni sono nella pagina sugli impianti delle seconde case di montagna.

Clima e regole del riscaldamento a Biella
- Zona climatica E, 2.589 gradi giorno. È la classificazione del DPR 412/1993 e vale per tutto il territorio comunale, frazioni comprese.
- Accensione dal 15 ottobre al 15 aprile. Per la stagione 2026/2027 il periodo va dal 15/10/2026 al 15/04/2027; in caso di freddo eccezionale il sindaco può ampliarlo.
- Al massimo 14 ore al giorno. Nella fascia tra le 5 e le 23, con una temperatura massima di 20 °C più 2 °C di tolleranza nelle abitazioni.
- Controlli sulla caldaia. Libretto d'impianto, controllo di efficienza energetica e registrazione nel Catasto Impianti Termici del Piemonte: scadenze e obblighi sono nella guida sulla manutenzione della caldaia in Piemonte.
Cosa possiamo fare per la tua casa in città
Bagni e cucine
Rifacimento completo con impianti, massetti, posa e finiture, anche negli alloggi in condominio: vedi la ristrutturazione del bagno.
Caldaia, ibrido o pompa di calore
Sostituzione della caldaia, sistemi ibridi e pompe di calore, partendo dalla verifica dei radiatori esistenti e dei consumi reali.
Tinteggiature e facciate
Interni, vani scala e facciate, con trattamenti antimuffa dove la condensa ha già lasciato il segno.
Assistenza e guasti
Pronto intervento per perdite, scarichi bloccati e caldaie ferme, oltre alla manutenzione programmata degli impianti.
Pratiche e bonus per lavorare a Biella
Per gran parte delle ristrutturazioni interne, come spostare tramezzi o rifare un bagno cambiando la disposizione, serve una CILA, presentata da un tecnico abilitato allo sportello unico per l'edilizia del Comune di Biella. Cambiare solo pavimenti, sanitari o pittura è invece manutenzione ordinaria, in edilizia libera. La differenza è spiegata nella guida CILA, SCIA o edilizia libera.
Nel 2026 la detrazione per i lavori di ristrutturazione è del 50% sull'abitazione principale e del 36% sulle altre abitazioni, fino a 96.000 € di spesa per unità e in 10 rate annuali; dal 2027 la legge in vigore prevede aliquote più basse, salvo proroghe. Requisiti e documenti sono nella pagina sul bonus ristrutturazione 2026. Le agevolazioni dipendono dalla situazione di ciascun contribuente: verificale con il tuo commercialista o CAF.
Se abiti appena fuori città, trovi le pagine dedicate ai comuni confinanti come Gaglianico, a sud, e Occhieppo Inferiore, a ovest.
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