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IVA agevolata al 10% per i lavori in casa

Sui lavori di manutenzione e ristrutturazione della casa l'IVA è al 10% invece che al 22%. Lo sconto è immediato, in fattura, ma per caldaie, infissi e sanitari vale una regola di calcolo che conviene capire prima di leggere il preventivo.

Soggiorno di un appartamento di Biella con serramenti nuovi appena posati, mentre il proprietario di spalle esamina il preventivo dei lavori
Infissi, caldaie e sanitari sono beni significativi: in fattura il loro valore va indicato a parte.

In breve

Situazione al 24 ottobre 2026: i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle abitazioni pagano l'IVA al 10% invece che al 22%, direttamente in fattura, senza domande e senza bisogno di un bonus. Per i beni significativi, come caldaie, infissi, sanitari e rubinetteria da bagno, il 10% vale solo fino al valore della manodopera e degli altri materiali: la parte eccedente va al 22%. Nelle fatture dei lavori che IDNIS esegue a Biella il valore di questi beni è indicato a parte.

Aliquota
10% invece del 22%
Dove si applica
Lavori su immobili abitativi
Beni significativi
10% fino al valore del resto dell'intervento
In fattura
Valore dei beni significativi indicato a parte
Domande
Nessuna: la applica l'impresa in fattura

Quando si applica l'IVA al 10%

L'IVA ridotta non è un bonus da chiedere: la applica l'impresa in fattura quando il lavoro rientra nelle categorie previste. Per la manutenzione ordinaria e straordinaria sulle abitazioni il 10% si applica alla prestazione, con la regola dei beni significativi spiegata più sotto. Per restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia il 10% vale sia sulle prestazioni sia sui beni forniti, tranne materie prime e semilavorati.

Non serve che la casa sia la tua abitazione principale, né che tu usi una detrazione: l'aliquota dipende dal tipo di immobile e dal tipo di lavoro. Restano invece al 22% i materiali che compri direttamente in negozio, i beni forniti da un soggetto diverso da chi esegue i lavori e le prestazioni dei professionisti, come progettista, geometra o direttore dei lavori.

Quali sono i beni significativi

Sono i beni che hanno un valore rilevante rispetto al lavoro complessivo. L'elenco è chiuso: solo questi seguono la regola speciale.

La regola in parole semplici

Per ogni bene significativo il 10% si applica solo fino a un certo valore: quello della prestazione al netto dei beni stessi, cioè manodopera e altri materiali. La parte di valore del bene che supera questa soglia paga il 22%. In pratica, se il bene significativo vale meno della metà dell'intervento, tutta la fattura resta al 10%; se vale di più, una parte del bene sale al 22%.

Per poter applicare la regola la fattura deve indicare separatamente il valore dei beni significativi. Senza questa indicazione il calcolo non è verificabile, né da te né in caso di controllo.

Esempio di calcolo: sostituzione dei serramenti

Cifre di esempio, non prezzi. Intervento di manutenzione su un appartamento con imponibile totale di 10.000 €, di cui 7.000 € di serramenti e 3.000 € di smontaggio, posa, materiali di posa e smaltimento. La prestazione al netto dei serramenti vale 3.000 €, quindi i serramenti vanno al 10% solo fino a 3.000 €.

VoceImponibileAliquotaIVA
Smontaggio, posa, materiali di posa e smaltimento3.000 €10%300 €
Serramenti, fino al valore della prestazione3.000 €10%300 €
Serramenti, parte eccedente4.000 €22%880 €
Totale10.000 €14,8% in media1.480 €

Totale fattura: 11.480 €.

Altri due casi: il bagno e la caldaia

Nell'esempio dei serramenti il totale della fattura è di 11.480 €: con tutto al 10% l'IVA sarebbe stata di 1.000 €, con tutto al 22% di 2.200 €. La regola dei beni significativi porta quindi a una via di mezzo, che dipende da quanto pesa il bene sul totale.

Nel rifacimento di un bagno con impianti nuovi il peso dei beni significativi è di solito basso. Su 12.000 € di imponibile, con 2.500 € di sanitari e rubinetteria, il resto dell'intervento vale 9.500 €: i sanitari restano interamente sotto la soglia e tutta la fattura è al 10%, con 1.200 € di IVA. Il lavoro completo è descritto nella pagina Bagno.

Con la sostituzione della caldaia succede il contrario, perché l'apparecchio pesa molto sul totale. Su 3.400 € di imponibile, con una caldaia da 2.400 € e 1.000 € tra installazione, raccordi e smaltimento, la caldaia va al 10% solo fino a 1.000 €: l'IVA è di 200 € sulla parte al 10% (1.000 € di lavoro più 1.000 € di caldaia) e di 308 € sui 1.400 € eccedenti, in tutto 508 €. Ricorda che dal 2025 la sola caldaia a gas non ha più detrazioni: l'IVA agevolata resta, il bonus no.

Cosa controllare nel preventivo e nella fattura

Le stesse voci servono a leggere bene un preventivo, come spieghiamo nella guida Leggere un preventivo.

  • La descrizione del tipo di intervento: manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro o ristrutturazione
  • Il valore dei beni significativi indicato a parte, voce per voce
  • L'aliquota applicata a ciascuna parte, con l'eventuale quota al 22%
  • Quali materiali fornisce l'impresa e quali compri tu, perché seguono aliquote diverse
  • Per le detrazioni, la corrispondenza tra fatture e bonifici parlanti

IVA agevolata e detrazioni insieme

IVA al 10% e detrazioni non si escludono. Se rifai il bagno con il bonus ristrutturazione, la detrazione si calcola sulla spesa sostenuta, IVA compresa: con l'IVA ridotta paghi meno e detrai su un importo più basso. Il bonus mobili segue regole proprie, e gli arredi comprati in negozio hanno l'IVA ordinaria.

Le regole ufficiali sono nella guida dell'Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni per le ristrutturazioni, tra le guide fiscali dell'Agenzia. Per i casi particolari, come gli immobili a uso misto, chiedi conferma al tuo commercialista prima di firmare.

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Domande frequenti

L'IVA al 10% vale anche per la seconda casa?

Sì. L'aliquota ridotta dipende dal fatto che l'immobile sia un'abitazione e dal tipo di lavoro, non dalla residenza. Vale quindi anche per la casa in montagna o per un appartamento dato in affitto.

Se compro io i sanitari, pago l'IVA al 10%?

No. I beni acquistati direttamente dal committente pagano l'IVA ordinaria al 22%. Il 10% si applica ai beni forniti dall'impresa che esegue i lavori.

La caldaia nuova ha l'IVA al 10%?

Sì, ma con la regola dei beni significativi: la caldaia è al 10% fino al valore di manodopera e altri materiali, il resto al 22%. Il valore della caldaia deve comparire a parte in fattura.

Il geometra o l'architetto applicano l'IVA al 10%?

No. Le prestazioni professionali, come progetto, pratiche edilizie e direzione lavori, restano al 22% anche quando riguardano un intervento di recupero edilizio.

La regola dei beni significativi vale anche per una ristrutturazione edilizia?

No. Per restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia il 10% si applica a prestazioni e beni forniti, senza la regola dei beni significativi; restano fuori materie prime e semilavorati. La regola speciale riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria.

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