Che cos'è e a chi conviene
Il Conto Termico 3.0 è il regime di incentivi gestito dal GSE per la produzione di calore da fonti rinnovabili e per l'efficienza energetica. È stato introdotto dal decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025, e si applica agli interventi conclusi dopo il 25 dicembre 2025; quelli finiti prima restano nel Conto Termico 2.0. Le Regole Applicative del GSE sono state approvate il 19 dicembre 2025.
La differenza con ecobonus e bonus ristrutturazione è sostanziale: non serve avere un'imposta da cui detrarre, perché ricevi un bonifico. È quindi interessante per pensionati, famiglie con poca IRPEF o per chi non vuole aspettare dieci anni di rate. Le risorse però sono limitate: 900 milioni di euro l'anno per tutti i richiedenti, pubblici e privati, fino a esaurimento.
Il 22 ottobre 2026 la Conferenza Unificata ha dato il via libera a un decreto correttivo che non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Aggiorneremo questa pagina quando il correttivo e la legge di bilancio 2027 saranno definitivi.
Gli interventi ammessi nelle case dei privati
Per i privati in ambito residenziale il Conto Termico 3.0 riguarda la produzione di calore da fonti rinnovabili. Quasi tutti gli interventi devono sostituire un impianto esistente.
- Pompe di calore elettriche o a gas, aerotermiche, geotermiche o idrotermiche, cioè che prendono calore dall'aria, dal terreno o dall'acqua, in sostituzione del riscaldamento esistente: vedi Pompe di calore.
- Sistemi ibridi factory made o bivalenti, con pompa di calore, sempre in sostituzione: vedi Sistemi ibridi.
- Generatori a biomassa stufe e caldaie a pellet o legna in sostituzione, con certificazione ambientale di almeno 4 stelle.
- Solare termico anche per il riscaldamento: è l'unico intervento che non richiede di sostituire un impianto. Vedi Solare termico.
- Scaldacqua a pompa di calore in sostituzione di uno scaldabagno elettrico o a gas: vedi Scaldacqua in pompa di calore.
- Altri casi allaccio a un teleriscaldamento efficiente e microcogenerazione da fonti rinnovabili.
Requisiti dell'edificio e di chi presenta la domanda
- L'edificio deve essere esistente, iscritto al catasto e già dotato di un impianto di riscaldamento. Le nuove costruzioni sono escluse.
- Il richiedente deve avere la disponibilità dell'immobile: proprietario oppure titolare di un diritto reale o personale di godimento, quindi anche un inquilino.
- Il soggetto responsabile è chi sostiene la spesa, firma la scheda-contratto con il GSE e riceve l'incentivo. Fattura e pagamenti devono essere a suo nome.
- Il soggetto responsabile può nominare un soggetto delegato, per esempio l'installatore o un consulente, che compila e presenta la domanda sul portale. Il delegato non firma il contratto con il GSE.
- Oltre alle persone fisiche possono accedere condomini, imprese, enti del Terzo Settore, comunità energetiche e pubbliche amministrazioni.
Quanto vale: fino al 65%, con un calcolo preciso
Per pompe di calore, sistemi ibridi, biomassa e solare termico il contributo può arrivare fino al 65% della spesa ammissibile. Non è però una percentuale fissa: il GSE lo calcola con formule che tengono conto della potenza, del rendimento stagionale (SCOP e indici simili), della zona climatica e di coefficienti stabiliti dal decreto, entro i massimali delle sue tabelle. A parità di macchina, una casa in zona F, come molte delle valli biellesi, non ha lo stesso coefficiente di una in zona E come Biella città.
Il PortalTermico permette di simulare l'importo prima di presentare la domanda, e conviene farlo già in fase di preventivo. Se l'incentivo complessivo non supera 15.000 € viene pagato in un'unica rata; sopra questa soglia arriva in rate annuali, due anni fino a 35 kW e cinque anni oltre. Le spese per l'attestato di prestazione energetica e per la diagnosi, quando sono obbligatorie, sono incentivate al 50%. Per un ordine di grandezza dei costi d'impianto c'è la guida Costo pompa di calore.
Come si presenta la domanda con l'accesso diretto
Con l'accesso diretto la domanda si presenta a lavori finiti. Queste sono le fasi, dal sopralluogo al bonifico del GSE.
Sopralluogo e verifica tecnica
Controlliamo l'impianto esistente, i terminali (radiatori o pavimento), lo spazio per l'unità esterna e la potenza elettrica disponibile. Se la casa ha i termosifoni, leggi Pompa di calore e termosifoni.
Preventivo e scelta dell'incentivo
Decidi se usare il Conto Termico o una detrazione, perché non si sommano sulle stesse spese. Se vuoi valutare il mandato all'incasso, l'accordo va formalizzato prima della fine dei lavori.
Installazione e collaudo
Smontaggio del vecchio generatore, installazione, collaudo, dichiarazione di conformità, aggiornamento del libretto d'impianto e del Catasto Impianti Termici.
Fattura e pagamenti
La fattura è intestata al soggetto responsabile e i bonifici partono dal suo conto.
Domanda sul PortalTermico
Secondo le indicazioni disponibili a ottobre 2026 la domanda va presentata entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Alcune fonti riportano 60 giorni: conviene non aspettare e verificare il termine sulle Regole Applicative.
Istruttoria e pagamento
Il GSE esamina la domanda e, se la accetta, paga l'incentivo al soggetto responsabile oppure, con il mandato, all'installatore.
Il mandato all'incasso: il contributo scontato in fattura
Le Regole Applicative, al paragrafo 12.3, prevedono il mandato irrevocabile all'incasso: il GSE paga l'incentivo direttamente all'installatore o al fornitore, e tu paghi in fattura solo la parte non coperta. Nell'esempio riportato dalle fonti tecniche, su un impianto da 10.000 € con un contributo di 6.500 € il cliente versa 3.500 €. È l'unico meccanismo di questo tipo ancora disponibile nel 2026 per i privati, come spieghiamo in Sconto in fattura.
Le condizioni sono rigide e, se la documentazione del mandato non è idonea, il GSE respinge l'intera domanda. Il correttivo in arrivo renderebbe inoltre il mandatario obbligato in solido alla restituzione di somme non dovute. Per questo il mandato va valutato caso per caso, prima di firmare il preventivo. Le condizioni principali:
- un solo mandatario, che deve essere l'installatore o il fornitore
- una fattura unica per l'intervento
- il modulo standard del GSE, con firme autenticate
- l'accordo formalizzato prima della fine dei lavori
- solo con l'accesso diretto
- i bonifici del cliente più l'incentivo devono corrispondere al totale della fattura
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