Un buon impianto parte da pressione e portata
Prima di disegnare l'impianto misuriamo due numeri al punto di presa: la pressione in bar e la portata in litri al minuto. Da questi dipende quanti irrigatori possono funzionare insieme. Se si mettono troppi irrigatori sulla stessa linea, quelli in fondo non si alzano o bagnano a metà, e il prato si riempie di chiazze gialle.
Poi si divide il giardino in zone: il prato esposto a sud ha bisogno di più acqua di quello all'ombra del bosco, le siepi lungo il confine vogliono acqua al piede e non sulle foglie, l'orto segue i suoi ritmi. Ogni zona ha la sua elettrovalvola e il suo programma. In giardini con terreni argillosi, che assorbono lentamente, impostiamo cicli brevi ripetuti invece di un'unica irrigazione lunga.
Irrigatori e gocciolatori: cosa va dove
Irrigatori statici
Per prati piccoli e aiuole: getto a ventaglio fino a qualche metro, si abbassano a filo terreno quando sono fermi.
Irrigatori dinamici
Per prati grandi: getto rotante che copre distanze maggiori con meno testine.
Ala gocciolante
Per siepi, orti e aiuole: acqua direttamente alle radici, senza bagnare foglie e vialetti.
Microirrigazione
Per vasi e fioriere su terrazzi e balconi, con gocciolatori regolabili per ogni vaso.
Programmatore e sensori
Sensore di pioggia, programmi per stagione e comando da app per sospendere l'irrigazione quando piove.
Recupero dell'acqua piovana
Una cisterna raccoglie l'acqua del tetto e la pompa la manda all'impianto.
Siepi e orto: perché il goccia a goccia conviene
Con l'ala gocciolante l'acqua arriva goccia a goccia alla base delle piante. Se ne perde poca per evaporazione, le foglie restano asciutte e le malattie fungine sono meno frequenti. Funziona anche con pressioni basse, quindi è perfetta con l'acqua di una cisterna o di un pozzo.
Lungo le siepi usiamo tubi con gocciolatori autocompensanti, che erogano la stessa quantità d'acqua dall'inizio alla fine della fila anche su terreni in pendenza. All'inizio di ogni linea mettiamo un filtro e, se serve, un riduttore di pressione. Nell'orto l'ala si sposta facilmente quando cambiano le colture.
Recuperare l'acqua piovana del tetto
Una cisterna interrata o fuori terra raccoglie l'acqua dei pluviali dopo un filtro che trattiene foglie e detriti. Un troppo pieno scarica l'eccesso nei temporali più forti, e una pompa sommersa con galleggiante alimenta l'irrigazione. Se la cisterna si svuota, il reintegro dall'acquedotto deve avvenire con una separazione fisica, così l'acqua piovana non può mai tornare nella rete potabile.
Quando ristrutturiamo una villa o una casa indipendente possiamo occuparci anche dello scavo e delle opere edili, e usare la stessa acqua per le cassette dei WC con una rete separata e ben segnalata. È una scelta che riduce i consumi d'acqua potabile nei mesi estivi, quando il prato ne chiede di più.

Svuotamento invernale: come proteggere l'impianto dal gelo
In molte zone della provincia di Biella, dalle valli alla Baraggia, le gelate arrivano presto in autunno e possono tornare in primavera. L'acqua rimasta nei tubi gela, si espande e spacca raccordi, elettrovalvole e irrigatori. Ecco come si mette a riposo l'impianto.
Chiudere l'acqua a monte
Chiudi il rubinetto che alimenta l'irrigazione e, se c'è, quello del contatore dedicato.
Svuotare il dispositivo antiriflusso
È il componente più delicato: se gela si rompe. Va scaricato o protetto, oppure smontato e riposto.
Scaricare le linee
Si aprono le valvole di drenaggio nei punti bassi oppure si soffiano le tubazioni con aria compressa a bassa pressione, zona per zona.
Mettere a riposo il programmatore
Spegni o imposta la pausa invernale; dai programmatori a batteria togli le pile.
Proteggere pompa e cisterna
Una pompa esterna o in un pozzetto poco profondo va svuotata e riparata dal gelo.
Riattivare in primavera
Riapri gradualmente, controlla perdite, irrigatori e gocciolatori e aggiorna i programmi alla stagione.
Manutenzione e piccoli accorgimenti
Un controllo all'anno, alla riattivazione primaverile, basta per la maggior parte degli impianti: pulizia dei filtri, verifica delle elettrovalvole, regolazione di getti e gocciolatori, sostituzione delle testine rotte dal tosaerba. Il controllo si può programmare insieme agli altri interventi di assistenza e manutenzione degli impianti di casa. Durante l'estate conviene aggiornare i programmi due o tre volte, aumentando i tempi nei periodi più caldi e riducendoli a fine stagione.
Se l'impianto è in una seconda casa, un programmatore con app permette di sospenderlo o modificarlo a distanza: è una delle funzioni che si possono integrare nella Domotica di casa. Per le prese e le linee elettriche esterne, anche dei pozzetti e delle pompe, ci pensiamo insieme all'impianto elettrico. E se in inverno si gelano anche i tubi di casa, leggi la guida sui tubi gelati.
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