Perché scalda in modo diverso dai termosifoni
Un radiatore scalda soprattutto l'aria, che sale verso il soffitto: vicino al pavimento si sta più freschi che all'altezza della testa. Il pavimento radiante cede invece gran parte del calore per irraggiamento da una superficie molto ampia e appena tiepida. La temperatura è uniforme in tutta la stanza e le pareti restano libere da ingombri.
Proprio perché la superficie è grande, l'acqua può essere poco calda, di solito tra 30 e 35 °C. È la condizione in cui una pompa di calore ottiene i rendimenti più alti e in cui anche una caldaia a condensazione condensa sempre. Il rovescio della medaglia è l'inerzia: il massetto impiega ore a scaldarsi e a raffreddarsi, quindi l'impianto si gestisce con temperature costanti e non con accensioni brevi.
Come si realizza un impianto a pavimento
L'ordine delle fasi conta: un errore nel massetto o nella prima accensione non si corregge dopo aver posato il pavimento.
Calcolo e disegno dei circuiti
Stanza per stanza calcoliamo il calore necessario e da questo il passo dei tubi, più fitto vicino alle vetrate, e la lunghezza dei circuiti, che deve restare entro i limiti per non frenare la portata.
Isolante e fascia perimetrale
Sul sottofondo livellato posiamo pannelli isolanti, spesso con bugne che tengono fermi i tubi, e una fascia comprimibile lungo le pareti che assorbe le dilatazioni del massetto.
Tubi e collettore
I tubi, in polietilene reticolato o multistrato con barriera all'ossigeno, partono da un collettore con misuratori di portata e testine per le zone. Li mettiamo in pressione prima di coprirli e li lasciamo in pressione durante il getto.
Massetto
Con un massetto cementizio tradizionale servono almeno 4,5 cm sopra i tubi; con massetti autolivellanti specifici lo spessore si riduce. I giunti di dilatazione vanno previsti sulle soglie e nelle stanze grandi.
Primo riscaldamento
Prima di posare il pavimento si fa un ciclo di riscaldamento graduale, dopo i tempi di maturazione del massetto, che per un cementizio sono di solito almeno tre settimane. Saltarlo è la causa più comune di piastrelle che si crepano e parquet che si deforma.
Pavimento e taratura
Si posano i pavimenti, poi bilanciamo le portate dei circuiti al collettore e impostiamo la curva climatica del generatore.
Nella ristrutturazione: i sistemi a spessore ridotto
Nelle ristrutturazioni di appartamenti e case biellesi il problema è quasi sempre l'altezza: porte, soglie e scale non permettono di alzare il pavimento di dieci centimetri. Se si demolisce il vecchio sottofondo spesso si recupera lo spazio per un sistema tradizionale. Quando non si può, si usano sistemi ribassati: tubi di piccolo diametro su pannelli sottili o direttamente sul pavimento esistente, coperti da un autolivellante, per spessori complessivi intorno ai 2–3 cm.
I sistemi ribassati rispondono più in fretta, perché c'è meno massa da scaldare, ma hanno poco isolante sotto: sopra una cantina o un garage freddi conviene comunque isolare il solaio dal basso. Con IDNIS demolizioni, impianto, massetto e posa sono coordinati nello stesso cantiere, quindi spessori e quote si decidono una volta sola, all'inizio.

Quali pavimenti si possono posare sopra
Ogni rivestimento oppone una certa resistenza al passaggio del calore: più è bassa, meno calda deve essere l'acqua.
- Gres porcellanato e pietra La scelta più efficiente: conducono bene il calore e non temono le variazioni di temperatura. Vanno posati con colle adatte e rispettando i giunti.
- Parquet Si può, con legni stabili e spessori contenuti, meglio prefiniti a strati incollati al massetto. Il massello di grande spessore va evitato. Ne parliamo nella pagina Parquet.
- Laminati e LVT Possibili se il produttore li dichiara adatti al radiante; attenzione ai materassini sottostanti, che frenano il calore.
- Moquette e tappeti spessi Riducono molto la resa: meglio evitarli nelle stanze principali.
D'estate: raffrescare con il pavimento
Con una pompa di calore reversibile si può far circolare nel pavimento acqua a 16–18 °C e togliere calore alla casa senza correnti d'aria. La potenza di raffrescamento è limitata e c'è un vincolo preciso: la superficie non deve mai scendere sotto il punto di rugiada dell'aria, altrimenti si forma condensa sul pavimento.
Per questo il raffrescamento radiante richiede sempre una sonda di umidità e un sistema di deumidificazione: deumidificatori dedicati nel controsoffitto o una ventilazione meccanica con funzione di deumidifica. Nelle giornate estive afose è il dettaglio che decide se l'impianto è piacevole o se si cammina su un pavimento umido.
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