Autoconsumo: il numero che conta davvero
Un impianto fotovoltaico produce soprattutto tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, e molto più d'estate che d'inverno. Una famiglia consuma invece di più la mattina presto e la sera. Senza accorgimenti gran parte dell'energia prodotta finisce in rete, dove viene pagata molto meno di quanto costa comprarla.
Per questo il dimensionamento parte dai consumi: le bollette elettriche dell'ultimo anno, gli apparecchi che userai in futuro e le abitudini della famiglia. Con una pompa di calore o uno scaldacqua a pompa di calore si sposta parte dei consumi nelle ore di sole; con la batteria si usa la sera ciò che è stato prodotto di giorno. Più energia usi direttamente, prima l'impianto si ripaga.
Come è fatto un impianto con accumulo
Moduli
I pannelli sul tetto o a terra. La potenza si misura in kWp e ogni kWp occupa indicativamente 5 metri quadri, secondo il modello.
Inverter
Trasforma la corrente continua dei moduli in alternata per la casa. Gli inverter ibridi gestiscono anche la batteria in un unico apparecchio.
Batteria
Accumula l'energia non usata di giorno. Si dimensiona sui consumi serali e notturni, non sulla potenza dei pannelli: una batteria troppo grande resta spesso mezza vuota d'inverno.
Monitoraggio e gestione dei carichi
Un'app mostra produzione e consumi; i sistemi più evoluti accendono pompa di calore, scaldacqua o wallbox quando c'è energia in eccesso.
Fotovoltaico e pompa di calore: cosa aspettarsi
Fotovoltaico e pompa di calore si completano, ma non alla perfezione. D'estate la produzione è abbondante e copre facilmente raffrescamento e acqua calda. D'inverno, quando la pompa di calore lavora di più, le giornate sono corte e i pannelli producono una parte di quello che servirebbe; a gennaio la batteria aiuta poco perché raramente si riempie.
Il risultato resta interessante: l'acqua calda può essere coperta in gran parte dal sole per molti mesi, e nelle mezze stagioni anche una quota del riscaldamento. Per sfruttarlo bene si programma la pompa di calore perché accumuli calore nelle ore centrali, nel bollitore o nella massa di un pavimento radiante. È un ragionamento che facciamo insieme quando progettiamo la pompa di calore.

Dal sopralluogo all'allaccio
Sopralluogo e consumi
Guardiamo tetto, orientamento, ombre di camini, alberi e montagne, stato della copertura e del quadro elettrico, e raccogliamo le bollette.
Progetto
Potenza dei moduli, inverter, capacità della batteria, percorso dei cavi e protezioni. Verifichiamo eventuali vincoli paesaggistici e le regole del condominio.
Pratiche di connessione
La richiesta di connessione al distributore e le comunicazioni previste si fanno prima e dopo i lavori; per gli impianti domestici esiste una procedura semplificata.
Installazione
Strutture e moduli sul tetto con il ripristino delle tenute, inverter, batteria, quadro e protezioni. Se serve, aggiorniamo l'impianto elettrico di casa.
Collaudo e attivazione
Prove, dichiarazione di conformità, attivazione del contatore bidirezionale da parte del distributore e configurazione dell'app.
Bonus, GSE e comunità energetiche
Nel 2026 il fotovoltaico domestico, con o senza batteria, rientra nel bonus ristrutturazione: 50% sull'abitazione principale e 36% sulle altre, in dieci rate, con bonifico parlante e comunicazione all'ENEA. L'energia che immetti in rete può essere venduta con i meccanismi gestiti dal GSE, come il ritiro dedicato; le condizioni aggiornate sono pubblicate sul sito del GSE.
Un'altra possibilità sono le comunità energetiche rinnovabili, in cui famiglie, imprese ed enti della stessa zona condividono l'energia prodotta e ricevono un incentivo sulla quota condivisa. Se ti interessa, ti spieghiamo cosa cambia per il tuo impianto; le regole sono quelle pubblicate dal GSE.
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