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Impianti per aziende, capannoni e uffici

Scaldare un capannone alto otto metri non è come scaldare un appartamento. Servono sistemi pensati per grandi volumi, impianti idrici adatti a spogliatoi e servizi, e un cantiere organizzato per non fermare il lavoro.

Interno di un capannone artigianale nel Biellese con pannelli radianti a soffitto, tubazioni coibentate e postazioni di lavoro ordinate
Pannelli radianti appesi sotto la copertura: scaldano persone e superfici, non l'aria sotto il tetto.

In breve

IDNIS realizza a Biella e provincia impianti idraulici, termici e di climatizzazione per capannoni, magazzini, laboratori, uffici e negozi, compresi gli ex lanifici del distretto tessile convertiti a nuovi usi. Si va dai generatori d'aria calda e dai sistemi radianti per i grandi volumi alle pompe di calore con ventilconvettori per gli uffici, fino a spogliatoi, docce e servizi igienici per il personale. Il cantiere si organizza per zone e, quando serve, nei periodi di fermo produttivo.

Edifici
Capannoni, magazzini, laboratori, uffici, negozi
Temperatura massima d'inverno
18 °C + 2 °C di tolleranza negli edifici industriali e artigianali
Grandi volumi
Radianti a soffitto, aria calda, destratificazione
Incentivi
Conto Termico 3.0 accessibile anche alle imprese

Grandi volumi: l'aria calda sale

In un capannone alto sette o otto metri l'aria calda si accumula sotto la copertura. Si arriva facilmente ad avere diversi gradi di differenza tra il pavimento, dove si lavora, e il soffitto, dove il calore si disperde attraverso il tetto. Un impianto pensato per un appartamento, trasferito in un capannone, consuma molto e lascia freddi i piedi di chi lavora.

Le strategie efficaci sono due: scaldare per irraggiamento, cioè persone, macchine e pavimento invece dell'aria, oppure rimescolare l'aria con destratificatori che riportano in basso il calore accumulato in alto. In entrambi i casi conviene dividere l'edificio in zone e scaldare solo dove e quando si lavora.

Sistemi di riscaldamento per capannoni a confronto

SistemaCome scaldaAdatto aDa valutare
Generatori d'aria caldaScaldano l'aria e la spingono con ventilatoriMagazzini e ambienti da portare in temperatura in frettaStratificazione, rumore, movimento di polveri
Aerotermi ad acquaVentilatori con batteria alimentata da caldaia o pompa di caloreReparti con centrale termica esistenteRete di tubazioni e protezione dal gelo
Pannelli radianti a soffittoIrraggiamento dall'alto, con acqua calda anche a bassa temperaturaLaboratori e reparti con postazioni fisseInvestimento iniziale più alto
Nastri o tubi radianti a gasIrraggiamento ad alta temperaturaGrandi altezze e uso discontinuoScarico dei fumi, distanze di sicurezza
Pavimento radianteCalore distribuito dal pavimentoNuove pavimentazioni, uffici e showroomTempi di risposta lenti, carichi sul pavimento
Pompa di calore e ventilconvettoriRiscaldamento d'inverno, raffrescamento d'estateUffici, showroom, laboratoriDimensionamento accurato sui carichi reali

La scelta si fa sulla base di un calcolo termotecnico dei carichi e dell'uso reale degli spazi: orari, numero di persone, porte che si aprono spesso.

Uffici, showroom e spazi aperti al pubblico

Negli uffici e negli showroom servono caldo d'inverno, fresco d'estate e aria nuova. Le soluzioni più comuni sono le pompe di calore aria-acqua collegate a Ventilconvettori o pannelli radianti, e i sistemi a espansione diretta con più unità interne, anche canalizzate nei controsoffitti. Il ricambio d'aria si affida a recuperatori di calore o a unità di trattamento dell'aria, sullo stesso principio della ventilazione meccanica controllata delle abitazioni.

Con impianti più grandi crescono anche gli obblighi: libretto d'impianto e registrazione nel Catasto Impianti Termici del Piemonte, controlli di efficienza periodici, e per gli apparecchi con gas fluorurati controlli delle perdite più frequenti. Li organizziamo insieme alla manutenzione dei climatizzatori e delle macchine termiche.

Open space di un ufficio ricavato in un ex lanificio di Biella, con travi in ferro, bocchette di climatizzazione e grandi finestre industriali
Un ufficio in un ex stabilimento tessile: canali di climatizzazione a vista e ricambio d'aria con recupero di calore.

Impianti idrici e servizi per il personale

  • Spogliatoi e docce con produzione di acqua calda dimensionata sui cambi turno
  • Prevenzione della legionella: temperature corrette, ricircolo, niente tratti di tubo dove l'acqua ristagna, secondo le linee guida nazionali
  • Servizi igienici, anche accessibili alle persone con disabilità
  • Allacci all'acquedotto, contatori, autoclavi e serbatoi di accumulo
  • Filtri e addolcitori per proteggere caldaie, bollitori e scambiatori
  • Scarichi, separazione delle acque e collegamento alle reti
  • Reti idranti e naspi, descritti nella pagina sugli impianti antincendio

Ex lanifici e capannoni storici del Biellese

Il distretto tessile ha lasciato a Biella e nelle valli molti stabilimenti costruiti tra fine Ottocento e Novecento, oggi riconvertiti in laboratori, uffici, showroom, magazzini o spazi per eventi. Sono edifici affascinanti ma impegnativi: grandi volumi, coperture a shed con ampie superfici vetrate che disperdono calore d'inverno e scaldano troppo d'estate, murature in mattoni pieni, vecchie centrali a vapore o a olio combustibile da dismettere.

In questi casi conviene ragionare per zone: impianti autonomi per gli spazi abitati tutto il giorno, sistemi più semplici per i magazzini, e una centrale termica nuova o una pompa di calore dove ha senso. Quando la riconversione comprende anche pareti, controsoffitti e bagni, coordiniamo opere edili e impianti come nella ristrutturazione di negozi e uffici, valutando insieme gli interventi di riqualificazione energetica sull'involucro.

Come lavoriamo senza fermare l'attività

  1. Sopralluogo con chi conosce i reparti

    Raccogliamo orari, flussi di persone e merci, zone sensibili alla polvere e vincoli della produzione.

  2. Progetto e calcolo dei carichi

    Dimensioniamo generatori e terminali sull'uso reale degli spazi, non sulla sola superficie.

  3. Programma per zone

    Dividiamo il lavoro in fasi e concentriamo gli interventi più invasivi nei periodi di fermo, concordati in fase di preventivo.

  4. Cantiere in sicurezza

    Coordiniamo la presenza in azienda con i documenti di sicurezza previsti e con il referente interno.

  5. Collaudo e documenti

    Prove, dichiarazioni di conformità, libretto d'impianto e registrazione nel Catasto Impianti Termici quando prevista.

  6. Manutenzione programmata

    Controlli periodici di caldaie, pompe di calore e climatizzatori secondo le scadenze di legge e del costruttore.

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Domande frequenti

Qual è il sistema di riscaldamento più adatto a un capannone?

Dipende da altezza, isolamento e uso. Per reparti con postazioni fisse i sistemi radianti sono spesso i più efficienti; per magazzini usati a intermittenza vanno bene aria calda o radianti a gas. La scelta si fa dopo un calcolo dei carichi.

Si può riscaldare un capannone con una pompa di calore?

Sì, soprattutto se l'edificio è almeno in parte isolato e si usano terminali che lavorano a bassa temperatura, come pannelli radianti a soffitto, pavimento radiante o aerotermi dimensionati per acqua tiepida. Nelle zone più fredde si valuta anche un sistema ibrido.

C'è un limite alla temperatura di riscaldamento in un capannone?

Sì, un limite massimo: per gli edifici industriali e artigianali il DPR 74/2013 fissa 18 °C con 2 °C di tolleranza. La temperatura minima dipende invece dal tipo di lavoro e dalla valutazione dei rischi per la salute dei lavoratori.

Potete lavorare nei periodi di chiusura dell'azienda?

I lavori più invasivi, come il cambio della centrale termica o il passaggio di nuove tubazioni nei reparti, si programmano di solito nei periodi di fermo, per esempio la chiusura estiva. Le date si concordano in fase di preventivo.

Fate anche la manutenzione degli impianti aziendali?

Sì: manutenzione ordinaria e straordinaria di caldaie, pompe di calore, climatizzatori e impianti idrici, con le registrazioni previste sul libretto d'impianto e, per i gas refrigeranti, nella Banca dati F-gas.

Come si previene la legionella negli spogliatoi?

Mantenendo l'acqua calda a temperature corrette nel bollitore e nel ricircolo, eliminando i tratti di tubo dove l'acqua ristagna, pulendo periodicamente soffioni e rompigetto e programmando controlli secondo le linee guida nazionali. Se l'impianto è vecchio, spesso conviene rivederne lo schema.

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